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La coltivazione del frassino da manna

In alcune, particolari, zone della Sicilia, caratterizzate in estate da elevate temperature e da scarse escursioni termiche e da bassa umidità dell'aria, è possibile coltivare i frassini da manna. Queste condizioni si realizzano nei territori di Pollina e Castelbuono, unici luoghi che ancora oggi è viva l'estrazione della manna.
I frassini ricadono principalmente nella fascia altitudinale compresa tra 100 e 700 metri; oltre questa quota si ritarda e si accorcia il periodo di produzione.
Campo di frassini da mannaI frassini sono in grado di vivere su diversi tipi di suolo: dalle terre sciolte e profonde ai terreni argillosi, aridi e pietrosi.
I frassineti attuali sono stati impiantati per la maggior parte prima del 1950. La distanza tra le piante varia da 3 a 5 m per il frassino maggiore e da 2 a 3 m per l'orniello. Inoltre la metà degli impianti il frassino è consociato all'olivo, al mandorlo o, più raramente, a colture erbacee.
Per quanto riguarda le pratiche colturali, il frassineto si avvantaggia indirettamente delle lavorazioni eseguite alle eventuali colture erbacee consociate, come la fava, che contribuiscono anche a fertilizzare il terreno.
Se la giacitura lo consente viene praticata una erpicatura invernale seguita da una fresatura tra la fine di maggio e l'inizio di giugno. Nelle zone più acclivi ci si limita all'eliminazione della sola componente erbacea infestante che, oltre ad intralciare le operazioni di incisione degli alberi e di raccolta della manna, costituisce una facile esca per gli incendi. In passato era frequente anche l'apporto di letame. Tra l'ultima decade di giugno e la prima decade di luglio si ripulisce il tronco dai getti dell'anno e si esegue la scalzatura ("squasatura") che consiste nell'asportare la terra attorno al tronco o alla ceppaia per un raggio di circa 50-80 cm, per preparare la superficie dove saranno posti i cladodi di ficodindia o le foglie di agave che raccoglieranno la linfa che non riesce a solidificare sul tronco o che gocciola dall'estremità dei cannoli.
Nel periodo autunnale, ad intervalli di circa due anni, viene effettuata una leggera potatura ("rimunna") per eliminare le branche esaurite, deperite o disseccate ed accorciare quelle troppo vigorose e svettanti. Il frassineto da manna viene governato a ceduo. In alcuni casi, il rinnovamento dell'impianto avviene mediante il taglio contemporaneo di tutti i polloni (taglio a raso) e l'allevamento di quelli nuovi emessi dalla ceppaia, opportunamente diradati ed a volte anche innestati: si ottiene così un ceduo coetaneo. In altri casi, si preferisce procedere al taglio dei singoli polloni man mano che viene meno la loro capacità produttiva ("taglio a sterzo"), ottenendo in questo modo, un soprassuolo disetaneo privo di periodi improduttivi. I nuovi polloni possono essere incisi dopo 3-5 anni e permangono in produzione per 15-27 anni. Lo sfruttamento complessivo della ceppaia dura circa 80 anni.



La distribuzione del frassino da manna

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