|
I nostri frassini
da manna
|
Il Regio Decreto-Legge 12 Agosto 1927 n. 1773 convertito nella
Legge 24 Dicembre 1928 n. 3144 sancisce:
"Il nome di manna è riservato al prodotto derivante
da incisione nella corteccia dell'Orniello, od Amolleo (Fraxinus
ornus), e del Frassino (Fraxinus excelsior). E' vietato
preparare, vendere, porre in vendita o mettere comunque in commercio,
manna contenente saccarosio, sostanze amidacee o sostanze estranee
di qualsiasi natura, tranne le impurezze naturali nella proporzione
normale per i diversi tipi di manna".
Questa legge sulla vigilanza dei prodotti agrari tutela la genuinità
del prodotto, garantisce il consumatore e definisce i doveri del
produttore.
Fraxinus excelsior L (frassino maggiore)
E' un albero che può superare i 30 metri, spontaneo e frequente
dalla pianura alla montagna di tutta l'Italia, per la sua buona
adattabilità climatica. Viene coltivato come pianta ornamentale
nei parchi, nei giardini spaziosi e nel verde urbano, lontano
da case e da strade. Un tempo veniva piantato anche nei pressi
delle case coloniche per il fogliame utilmente impiegato nell'alimentazione
del bestiame.
Ama terreni fertili, freschi, profondi. La crescita è lenta
nei primi anni e successivamente è piu vigorosa raggiungendo,
e talora superando, i 50 centimetri l'anno. La longevità
è discreta: supera con difficoltà i due secoli.
Vi sono però esemplari che arrivano e superano i 250-300
anni di vita. Preferisce zone ben esposte al sole; soltanto da
giovane può tollerare luoghi appena ombreggiati.
Resiste al freddo, al vento, alla neve, alle nebbie e abbastanza
bene all'atmosfera inquinata delle nostre città.
E' sensibile, nelle parti fiorali, alle gelate tardive. Sopporta
con difficoltà l'aridità del terreno e dell'aria.
Le radici, a fittone, sono costituite da radici laterali molto
sviluppate e molto salde nel terreno. L'esigenza di elementi nutritivi
e la superficialità di una parte dell'apparato radicale
stesso impediscono che gli arbusti del sottobosco riescano a vivere
vicino al tronco e nelle vicinanze.
Il tronco è diritto, cilindrico, rastremato, slanciato,
ramificato abbastanza in basso negli esemplari isolati, ramificato
piu in alto negli esemplari cresciuti assieme ad altre piante
(esempio: faggio, castagno) nel bosco. I rami principali sono
poco numerosi, spesso opposti, tozzi e curvi. I rami giovani sono
sottili, opposti, glabri, lucenti, nodosi e rivolti verso l'alto.
La corteccia è grigio-cenere e liscia, con tante piccole
lenticelle di color grigio-chiaro; quando l'albero raggiunge la
maturità, diventa ritidomatosa, screpolata, fessurata,
longitudinalmente e orizzontalmente, in solchi poco profondi e
sinuosi divenendo nel contempo grigio-bruna e nerastra.
La chioma è ampia, irregolare, non molto folta, ovoidale
negli esemplari giovani, rotondeggiante negli adulti, lobata nei
senescenti.
Le gemme tomentose e vellutate, racchiuse in brattee bruno-nerastre,
si distinguono in terminali, di forma ovale e appuntita e con
brattee patenti, e in laterali, coniche, opposte e piu piccole
delle precedenti.
Le foglie opposte, picciolate ed imparipennate sono composte da
2-7 (generalmente 5-6) paia di foglioline laterali e da una fogliolina
terminale. Ogni fogliolina sessile, oblunga, lanceolata, lunga
da 3 a 6-7 cm. e larga da 1 a 3 cm., è seghettata al margine
con denti a punta acuta rivolta in fuori, non cuneata alla base,
acuminata all'apice, glabra e di colore verde intenso nella pagina
superiore, pallida e pubescente lungo i lati della nervatura centrale
nella pagina inferiore.
I fiori, riuniti in pannocchie brevi e globose, si sviluppano
prima delle foglie delle gemme laterali sui rami dell'anno precedente.
Non presentano il calice e la corolla, ma soltanto due stami (porporini)
e l'ovario. Spesso gli stami o il pistillo sono abortiti ed il
fiore resta cosi unisessuale. L'ovario è formato da 2 carpelli.
Il frutto è una samara pendula, lunga 3-5 cm. e larga 5-10
mm., ovale-oblunga e con l'ala finemente venata e arrotondata
alla base. Porta un solo seme, che matura alla fine di settembre.
Il legno è compatto, resistente, elastico, bianco-giallastro,
leggermente venato di scuro e facilmente lucidabile. Per le doti
di robustezza ed elasticità era usato nei tempi antichi
per fame l'asta delle lance.
Oggi viene utilizzato per fare manici di ombrelli, mazze da golf,
stecche da biliardo. Inoltre, questo legno trova impiego nella
costruzione di mobili e di compensati. Non si presta, invece,
essendo facilmente alterabile all'aperto, nella preparazione degli
infissi.
Il frassino, attraverso i secoli, per le sue proprietà
medicamentose, ha conosciuto tanti periodi di vera notorietà.
In erboristeria si usano la corteccia dei rami, le foglie ed i
frutti.
La corteccia si raccoglie in primavera, alla ripresa vegetativa,
da rami di 3-4 anni d'età, staccando con il coltello delle
lunghe strisce che poi si tagliano a pezzi lunghi 2-3 cm. La superficie
interna è liscia e di colore bianco-giallo. Lo spessore
si aggira sui 3-4 mm. Si notano, facendo un taglio obliquo, nidi
di cellule sclerose, ossia di cellule costituite da una piccola
cavità e da una membrana lignificata di spessore voluminoso.
Divenuta secca, presenta frattura biancastra e fibrosa, colore
giallo-grigio all'interno, sapore amarognolo e nessun odore.
La reazione dell'amido è debole, invece quella del tannino
è forte. Contiene, oltre al tannino, anche glucosidi (frassina),
acidi organici ed inorganici, sali minerali, terpeni, resina e
pigmenti. Manifesta azione astringente e moderatamente vermifuga.
E' stata usata talvolta come sostituto della china. Il decotto
è azzurrognolo fluorescente, cioè presenta una luminosità
azzurra se è in un recipiente scuro e se è illuminato
di traverso. Gli acidi lo scolorano, le basi lo fanno diventare
giallo, il percloruro di ferro, verde. Durante queste prove la
fluorescenza scompare.
Le foglie si raccolgono in giugno-luglio. All'esame organolettico
sono prive di odore e sono di sapore amaro-astringente, quasi
piccante. Contengono fiavonoidi, cumarina, mannitolo, acidi organici
(acido malico) e sali minerali. Svolgono azione diuretica e diaforetica,
coadiuvano la cura della gotta, del reumatismo articolare, dell'artrosi,
dei calcoli renali e della congestione epatica, giovano nell'adiposità,
nella cellulite e nella nevralgia e regolano l'intestino in maniera
blanda, ma sicura.
I frutti si raccolgono alla fine di settembre a maturazione avvenuta.
Contengono olio di frassino, acido malico, glucosidi, terpeni.
Svolgono funzione analoga a quella delle foglie, ma generalmente
vengono impiegati per regolare l'intestino e per il sollievo che
recano nell'artrosi. Secondo Leclerc diminuiscono (azione svolta
anche dalle foglie) il tasso di acido urico, eliminandolo con
le urine.
Vi è anche chi usa la radice, il cui decotto sembra utile
nella ritenzione idrica, nella stipsi, nelle febbri e nelle congestioni
epatiche.
Fraxinus ornus L. (Orniello)
Oltre alla forma tipica, secondo diversi botanici, vi sono
altre varietà come la Rotundifolia, la Juglandifolia, la
Lanceolata, la Garganica e l'Argentea.
L'Orniello vegeta in tutta la penisola. E' frequente nei boschi
misti. Viene coltivato sia come albero ornamentale, sia per la
manna che si ottiene incidendo la corteccia.
L'altezza media si aggira sui 10 metri, raramente li supera. Ama
terreni asciutti, aridi, calcarei. Preferisce la temperatura costante
almeno fino a metà settembre. Il sistema radicale fittonante
presenta robuste radici laterali che si approfondano nel terreno.
Il tronco è piu o meno tortuoso. La corteccia del fusto
e dei rami liscia e di colore grigio-verdastro diventa con l'età
piu scura. La chioma, nelle piante isolate, è arrotondata
con rami eretti e ramoscelli patenti.
Le gemme grigio-cenerine, raramente grigio-bluastre e ricoperte
di fine tomento bruno-rossiccio, si distinguono in terminali e
laterali. Le terminali, di forma ovale, allungata ed appuntita,
hanno poche squame esterne patenti; le laterali, piu piccole e
ovato-acute, sono ricoperte generalmente da 2 sole squame.
Le foglie opposte, imparipennate e pubescenti al rachide, sono
composte da 7-9 foglioline. Ogni fogliolina è picciolata,
ovale-lanceolata, acuminata all'apice, attenuata alla base, dentata
al margine con denti a punta ottusa rivolta in dentro, lunga 3-7
cm., verde nella pagina superiore, pallida e villosa lungo la
nervatura mediana nella pagina inferiore.
I fiori biancastri. profumati, riuniti in dense pannocchie, dapprima
erette e poi pendule, si sviluppano contemporaneamente alle foglie
sui rami dell'anno precedente. Ogni fiore ha il calice persistente
a 4 lacinie, la corolla a 4 petali laciniati, 2 stami gialli muniti
di un lungo filamento e ovario, a 2 logge, biovulato e munito
di un breve stilo.
Il frutto è una samara lineare lunga 2-3 cm. e larga 3-5
mm. Porta un solo seme a sezione tondeggiante.
Il legno ha caratteristiche analoghe a quelle del Frassino maggiore
e trova conseguentemente uso analogo.
In erboristeria, spesso le foglie del Fraxinus ornus sono frammiste
o addirittura sostituiscono quelle del Fraxinus excelsior. Nella
loro forma tipica, le foglie dell'uno o dell'altro sono ben distinguibili,
ma, essendo entrambi molto variabili, è facile confondere
le due specie. Comunque il sapore immediatamente amaro, la peluria
piu abbondante e la presenza dei piccioletti fanno distinguere
abbastanza agevolmente l'Orniello dal Frassino maggiore.
Dalla corteccia del Frassino fuoriesce per la puntura di insetti
(Cicada orni) o per incisioni praticate dall'uomo una linfa biancastra
che si rapprende costituendo la manna che si può spezzare,
succhiare, disciogliere nelle bevande o impiegare per fare sciroppi
e dolci.
  |
|
|